mercoledì 30 novembre 2016

L'UE RIORGANIZZA LA PACE..IN EUROPA.

Non si tratta più di armamenti ma di "equipaggiamenti di difesa". Non si tratta di riarmo ma  di "collaborazione più stretta in materia di difesa", non si tratta di instabilità politico/economica ma di "deterioramento della sicurezza globale"....
"Quale ardita scommessa fu per i padri fondatori dell’Europa decidere di interrompere la spirale di violenza, mettere fine alla logica di vendetta, costruire un futuro migliore, insieme. Quale potente forza immaginativa."
(dall'intervento del Presidente del Consiglio Europeo durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace all'Unione Europea - Oslo 10 dicembre 2012) 

INTANTO....:

e...GRAN BRETAGNA
 
La collaborazione più stretta in materia di difesa è una delle priorità degli stati membri. Se n'è parlato durante la plenaria di novembre 2016. I deputati hanno invitato nuovamente tutti gli stati europei a spendere il 2% del Pil per la difesa. A contribuire a un’accelerazione su questa tematica, il deterioramento della sicurezza globale e i risultati elettorali statunitensi che renderanno gli Stati Uniti più riluttanti a guidare le politiche della NATO. Guarda il video per saperne di più.
"L'obiettivo principale è unire le nostre forze per costruire una difesa solida e cooperativa a livello europeo”, ha spiegato il relatore estone della proposta sull’Unione Europea della Difesa Urmas Paet. Il Parlamento ha votato la risoluzione lo scorso 22 novembre
A livello globale, oggi, le maggiori minacce arrivano dalla Russia, dalle guerre civili in Nord Africa e Medio Oriente, dal terrorismo e dall’immigrazione. Nessuno degli stati membri può accollarsi il peso di queste sfide, che necessitano un passo avanti di cooperazione interna ed esterna a livello comunitario.
Anche l’opinione pubblica è a favore dell’idea. Dai dati di Eurobarometro 85.1, si vede che il 66% dei cittadini europei vorrebbe un maggiore sforzo dell’Unione per le politiche di sicurezza e difesa comuni. Percentuale che sale fino al 79% considerando soltanto i cittadini italiani.
Nella proposta votata dal Parlamento in plenaria, viene suggerito di dedicare il 2% del Pil di ogni paese per la difesa, nell’ottica di creare una forza comune per pianificare e dirigere le operazioni in situazioni di crisi.
E la NATO?
Per quanto riguarda la NATO, i parlamentari hanno richiesto una revisione della Politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) per consentire all’Europa di agire in quei casi in cui la NATO non sia disposta a farlo. Le iniziative non hanno scopo di indebolire la NATO. Al contrario: "La NATO promuove e difendere valori che sono fondamentali anche per l’Europa”, ha ricordato il vicepresidente del Parlamento Ioan Mircea Paşcu durante il dibattito su come migliorare l'attuazione della PSDC.
La relazione sul tema è stata approvata dal Parlamento mercoledì 23 Novembre.
I prossimi passi
Durante la plenaria di dicembre, i parlamentari ascolteranno gli sviluppi in merito alle loro richieste decisi durante la preparazione del Consiglio europeo.
Il summit europeo del 15 e 16 dicembre sarà focalizzato proprio sul rafforzamento della cooperazione europea in materia di sicurezza esterna e difesa.