mercoledì 19 luglio 2017

"Conosci qualcuno?"

Oggi ricordiamo con commozione il sacrificio di Paolo Borsellino, non un eroe ma uno come noi che ha fatto il proprio dovere non solo come uomo di legge ma come cittadino. Cosa che dovremo fare tutti. Nel riflettere sul contributo, mio e di quelli/e come me, per scardinare per sempre la mentalità che ha reso necessario non solo quel sacrificio ma tanti altri, mi viene da pensare ad una frase apparentemente insignificante al riguardo: “Conosci qualcuno?”.
“Conosci qualcuno al Comune?”. “Conosci qualcuno in Regione?”. “Conosci qualcuno all'Agenzia delle entrate?”, alle Poste?, ai Vigili Urbani? in Questura?, in Tribunale?, alla ASL, all'Ospedale?, al Pronto soccorso? All'Università?...Persino in Parrocchia, al Mercato Ittico o in discoteca.....
Ma perchè devo conoscere qualcuno in questi o in altri posti? Che relazione c'è tra questo e il sacrifico di un Cittadino?
Io credo che le cose siano intimamente collegate da un filo sottile, quasi invisibile ma estremamente forte e resistente. Una lenza direi. Che partendo dall'innocente cittadino si intreccia e da volta in tutti i livelli della Società sino ad arrivare alla criminalità organizzata ed alla decadenza della politica. Un lenza tanto forte quanto estesa e visibile a pochi, onesti e/o ingenui che poi, in fin dei conti, sono coloro che rischiano di restarne strangolati.*
Quella lenza ha diversi nomi a noi ben noti. Si chiama “calcio in culo”, “spintarella”, “accozzo”, “favore”, “aiutino”, “buona parola”...In francese “piston”, in Spagnolo “enchufe”, in inglese “leg up”, in tedesco: “posten verschaffen”.
Non si tratta della Corruzione sanzionata dalla legge e di cui tanto si discute.
Si tratta di quella che si inizia timidamente a definire “corruzione di bassa intensità”.
Si tratta di situazioni che marcano la vita quotidiana e con cui, prima o poi, ciascuno di noi ha a che fare in quanto cittadino, imprenditore, consumatore, utente, persona svantaggiata, etc...Nel momento in cui, senza “conoscere qualcuno”, si rivolge soprattutto alla Pubblica Amministrazione in merito alla legittima richiesta di un servizio (abbondantemente pagato con le tasse) o per far valere quello che dovrebbe essere un proprio diritto e si vede negare entrambi o superare dall'ultimo arrivato.
Che fare allora?
Rinunciare? Cercare nella propria rete di amicizie quella giusta? Continuare a pretendere quel diritto e se del caso denunciare, ben sapendo che il “sistema” di certo non ti favorisce ne ti sostiene?
Dobbiamo essere consapevoli che in quel momento facciamo una scelta.
E' attraverso quella scelta e in quel preciso momento che decidiamo da che parte stare.
Se dalla parte di Paolo Borsellino, che oggi ricordiamo, o dalla parte dei suoi carnefici.

* "Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi un animemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.".
Italo Calvino, "Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti". Pubblicato su “La Repubblica” del 15 marzo 1980