La Commissione europea ha presentato la propria strategia in materia di "resilienza climatica" rivolta a "rafforzare la capacità dell’Europa di anticipare, prepararsi a gestire e affrontare i rischi climatici".
Forse sarebbe il caso di iniziare a riflettere sull'impatto del termine "resilienza", su come prevenirla e sul ruolo di noi cittadini e cittadine.
Ecco gli elementi principali su cui si fonda la Strategia:
- La scorsa estate, ondate di calore prolungate e periodi di siccità hanno alimentato pericolosi incendi boschivi e ridotto alcuni dei principali fiumi europei a livelli idrici storicamente bassi;
- Negli ultimi anni abbiamo assistito a inondazioni devastanti.
- Il 75% degli europei vive in città e aree urbane, dove gli impatti del cambiamento climatico vengono avvertiti in prima persona.
- Le ragioni economiche a favore di un intervento sono schiaccianti: si stima che, nel periodo 2022-2025, le perdite economiche causate dai danni climatici abbiano raggiunto circa 200 miliardi di euro, pari a 50 miliardi di euro l’anno.
Evidenziando
il fatto che da tali criticità risulterebbero gravi conseguenze per i
cittadini, le imprese e le infrastrutture, la Commissione europea insiste sulla
"resilienza climatica" in quanto "investimento strategico per la
competitività, la sicurezza, la salute e la prosperità dell’Europa".
Posto
che "l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media
globale", ecco la tabellina delle "evidenze
scientifiche" che intende offrire "una base di riferimento
condivisa, che gli Stati membri potranno utilizzare per valutare i futuri
rischi climatici nel corso dei loro processi decisionali":
Aumento della temperatura rispetto ai livelli preindustriali:
entro il 2030 " di 1,5 °C
entro il 2050 di 2 °C
entro il 2100 di 3 °C
La soluzione?
Premesso che, ovviamente, in prima linea ci siamo noi cittadini e cittadine che "Per diventare realmente resilienti al clima, dobbiamo adattarci e imparare lungo il percorso", la Commissione europea presenta un approccio europeo ai rischi climatici incentrato sull’anticipazione, preparazione e gestione, al fine di assicurare che "la resilienza climatica venga integrata nelle politiche in tutto il continente e sostenendo, al contempo, gli investimenti, l’innovazione e la crescita a lungo termine”.
Comunque: finanziamenti,
investimenti, crescita, competitivitá...
In particolare, per quanto concerne il livello Locale, che vede in prima linea i nostri comuni e le regioni, Emil Boc, sindaco di Cluj-Napoca (Romania) e membro del consiglio di amministrazione del Patto dei sindaci dell'UE evidenzia: "Il nostro bilancio è il nostro futuro. Dovrebbe riflettere le nostre ambizioni politiche, compresi i nostri obiettivi climatici. Abbiamo bisogno di continuare a finanziare l'azione per il clima. Dobbiamo garantire tali finanziamenti a livello europeo e, cosa altrettanto importante, far sì che raggiungano il livello locale, dove possono fare davvero la differenza."
Insomma... Dateci i soldi che ci pensiamo noi!
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