venerdì 23 febbraio 2018

INTERREG EUROPE: presenta gratis il tuo progetto a Bruxelles!

SIETE UN ENTE LOCALE, UNA UNIVERSITÀ O UN'ASSOCIAZIONE? AVETE UN PROGETTO DI SVILUPPO LOCALE O REGIONALE? ECCO UN'OCCASIONE DA NON PERDERE! 


EuYou lancia un'iniziativa rivolta ad agevolare la vostra partecipazione al prossimo bando di gara nel quadro del Programma INTERREG EUROPE.
Gli enti regionali e locali di mezza Europa si stanno preparando all'uscita del Quarto Invito a presentare progetti che verrà pubblicato entro il mese di maggio del 2018. La scadenza entro cui presentare i progetti sarà fissata probabilmente intorno alla metà del mese di giugno del 2018.
Al fine di facilitare la ricerca dei partner europei più adatti al vostro progetto, venire coinvolti in progetti organizzati da altri, ottenere informazioni e suggerimenti utili e scambiare idee nei quattro ambiti di intervento del Programma (ricerca e innovazione, competitività delle PMI, economia a basse emissioni di carbonio, ambiente ed efficienza delle risorse), il 22 marzo prossimo la Commissione europea organizza a Bruxelles il:

 4° Forum della Cooperazione interregionale in Europa: "Europe, let's cooperate!" 

EuYou è stato ammesso nel gruppo di 200 soggetti che, da tutta l'Europa, parteciperanno al Forum.


Un'occasione da non perdere!!

EuYou porterà a Bruxelles le vostre idee e vi metterà in contatto con altri soggetti europei interessati alla vostra o a coinvolgervi nel loro progetto.

L'intervento di EuYou è  gratuito!

Come fare?

Entrate semplicemente in contatto con EuYou, entro il 12 marzo 2018, cliccando qui .
Vi verrà sottoposto un formulario sintetico per illustrare la vostra idea o descrivere il vostro obiettivo manifestando l'interesse a collaborare e/o entrare in altri progetti.

INTERREG EUROPE - Cos'è e come funziona:
Il Programma INTERREG EUROPE promuove e finanzia lo scambio di esperienze e di buone prassi sullo sviluppo regionale e locale in tutta l'UE. L'obiettivo è quello di trovare soluzioni per il miglioramento delle politiche e dei programmi per lo sviluppo regionale.

INTERREG EUROPE si rivolge a: Amministrazioni locali e regionali e altri attori di importanza regionale, Organismi di diritto pubblico, Organizzazioni No-profit private, Università e Istituti di ricerca, Organizzazioni politiche tematiche.

Si tratta di un Programma che finanzia progetti incentrati sulla COOPERAZIONE tra soggetti di paesi diversi dell'UE (inclusi alcuni extra-UE).

l programma è articolato in 4 Assi prioritari suddivisi in 6 Priorità di Investimento (PI) e Obiettivi Specifici (OS):Asse 1 – Rafforzamento della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione

PI 1a
Rafforzare le infrastrutture di ricerca e innovazione le infrastrutture e le capacità per sviluppare l'eccellenza nella R&I e promuovere centri di competenza, in particolare di interesse europeo.OS 1.1 Migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale - in particolare dei programmi dell’obiettivo “Investimenti per la Crescita e l’Occupazione” e, se del caso, dei programmi di “CTE” - nel settore dell’infrastruttura e delle capacità di ricerca e innovazione, soprattutto nel quadro delle strategie di Smart Specialisation.PI 1b Promuovere gli investimenti di imprese nella R&I, sviluppando legami e sinergie tra  imprese, centri di ricerca e settore dell'istruzione superiore, in particolare promuovere investimenti nello sviluppo di prodotti e servizi, trasferimento tecnologico, innovazione sociale, eco-innovazione, applicazioni per servizi pubblici, creazione di reti, cluster e open innovation attraverso la Smart Specialisation, nonché sostenere la ricerca tecnologica e applicata, le capacità produttive avanzate e la prima produzione, in particolare nelle tecnologie chiave abilitanti.OS 1.2 Migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale - in particolare dei programmi dell’obiettivo “Investimenti per la Crescita e l’Occupazione” e, se del caso, dei programmi di “CTE” – che supportano le catene d’innovazione regionali nelle aree di Smart Specialisation e le opportunità di innovazione.Asse 2 – Miglioramento della competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI)
PI 3d Sostenere le capacità delle PMI di crescere sui mercati regionali, nazionali e internazionali e di prendere parte ai processi di innovazione.OS 2.1 Migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale - in particolare dei programmi dell’obiettivo “Investimenti per la Crescita e l’Occupazione” e, se del caso, dei programmi di “CTE" - attraverso il sostegno delle PMI in tutte le fasi del ciclo di vita, al fine di stimolarne la crescita e l’impegno nell’innovazione.Asse 3 - Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio
PI 4e Promuovere strategie a basse emissioni di carbonio per tutti i tipi di territori, in particolare per le aree urbane, compresa la promozione della mobilità urbana multimodale sostenibile.OS 3.1 Migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale - in particolare dei programmi dell’obiettivo “Investimenti per la Crescita e l’Occupazione” e, se del caso, dei programmi di “CTE" – indirizzandoli verso la transizione a un’economia a basse emissioni di carbonio, specie nel quadro delle strategie di Smart Specialisation.Asse 4 – Tutela dell’ambiente e promozione dell’efficienza delle risorse
PI 6c Conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale.OS 4.1 Migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale - in particolare dei programmi dell’obiettivo “Investimenti per la Crescita e l’Occupazione” e, se del caso, dei programmi di “CTE" - nel settore della protezione e sviluppo del patrimonio naturale e culturale.PI 6g Sostenere la transizione industriale verso un'economia efficiente in termini di risorse, promuovere la crescita verde, l'eco-innovazione e la gestione delle performance ambientali nel settore pubblico e in quello privatoOS 4.2 Migliorare l’attuazione delle politiche e dei programmi di sviluppo regionale - in particolare dei programmi dell’obiettivo “Investimenti per la Crescita e l’Occupazione” e, se del caso, dei programmi di “CTE" -  volti ad accrescere l’efficienza delle risorse, stimolare la crescita verde, l’eco-innovazione e la gestione delle performance ambientali.INTERREG EUROPE finanzia 2 tipi di azioni:
1) Progetti di cooperazione interregionale che coinvolgono partner di almeno 3 Paesi ammissibili che decidono di lavorare insieme su tematiche di politica regionale, realizzando un progetto di scambio di esperienze e buone prassi, anche al fine di integrare nelle loro politiche territoriali gli insegnamenti appresi dalla loro collaborazione. Tali progetti si articolano in due fasi:
- 1° fase (durata: 1-3 anni): scambi di esperienze e pianificazione condivisa del trasferimento delle buone prassi apprese. Al termine di questa fase, ogni partner svilupperà un Piano d’Azione per integrare gli insegnamenti appresi nei suoi programmi e politiche.
- 2° fase (durata: 2 anni): monitoraggio dell'attuazione di ciascun Piano d’Azione nei territori coinvolti. In questa fase è anche ammissibile la realizzazione di “azioni pilota”.
2) La realizzazione di Piattaforme di Policy Learning (apprendimento politico) rivolte a promuovere l'apprendimento continuo delle politiche e la capitalizzazione di buone pratiche di politica regionale. È prevista l’attivazione di 4 Piattaforme, una per ciascun Asse/Obiettivo tematico, dirette ad assicurare un supporto sia ai partner dei progetti che alla comunità dei portatori di interessi (stakeholder) della politica regionale, al fine di migliorare la gestione e l'attuazione delle proprie politiche pubbliche nei quattro assi prioritari di intervento di INTERREG EUROPE.


Finanziamento: 
INTERREG EUROPE finanzia i progetti attraverso il Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR) in un percentuale variabile tra il 75% e l’85% dei costi totali ammissibili. In particolare, se si tratta di progetti presentati da autorità pubbliche o enti di diritto pubblico, il co-finanziamento può giungere sino all85%; in caso di enti privati no-profit sino al 75%.
Per i partner italiani che siano autorità o enti pubblici il restante 15% di cofinanziamento può essere coperto dal Fondo di rotazione nazionale.


martedì 20 febbraio 2018

“Europe, let's cooperate!”: 4° Forum della Cooperazione interregionale



Il prossimo 22 marzo si terrà a Bruxelles “Europe, let's cooperate!”,  il 4° Forum della Cooperazione interregionale in Europa. Un'ottima opportunità per ricercare i partner per il vostro progetto, ottenere informazioni e suggerimenti utili e scambiare idee nei quattro ambiti di intervento (ricerca e innovazione, competitività delle PMI, economia a basse emissioni di carbonio, ambiente ed efficienza delle risorse) del programma Interreg Europe e sul prossimo invito a presentare proposte che verrà lanciato nel mese di maggio 2018 con scadenza a meta giugno 2018.
La partecipazione al Forum è gratuita ed è possibile registrarsi all’evento fino al 9 marzo 2018. 
Si prevede la partecipazione di un numero limitato di partecipanti (circa 200).
Per ulteriori informazioni e registrazione online: sito Interreg Europe

Nel caso in cui non possiate partecipare, può essere utile sapere che EuYou ha richiesto la registrazione all'evento e, in caso di ammissione, parteciperà sia illustrando i propri ed i vostri progetti che ricercando i partner adeguati.

Per sottoporre le vostre idee - che verranno trattate con la massima confidenzialità e discrezione - scrivete qui.

giovedì 15 febbraio 2018

L'UE uccide i nostri prodotti tipici: sarà vero?



Marchi di protezione agroalimentare UE: quali sono e come funzionano?
Grazie ad uno specifico sistema di identificazione e tutela, l’UE protegge i prodotti tipici e tradizionali provenienti da diversi territori all’interno dei suoi confini. Denominazione di origine protetta (DOP), indicazione geografica protetta (IGP) e specialità tradizionale garantita (STG) sono i tre marchi europei di qualità che vengono attribuiti al " made in" nel settore agroalimentare: DOP e IGP in particolare prevedono un’applicazione puntuale di regole di produzione, di cui sia provata l’origine storica nel territorio dichiarato nella denominazione. Il marchio STG non è invece necessariamente legato ad un determinato territorio.

Procedure di gara efficienti per i progetti finanziati dall'UE


La Commissione ha pubblicato nuovi orientamenti per aiutare i funzionari nazionali, regionali e locali che gestiscono i fondi UE ad assicurare procedure di gara efficienti e trasparenti per i progetti finanziati dall'Unione.
Gli orientamenti, presto disponibili in tutte le lingue, riguardano tutte le fasi della procedura, dalla preparazione e pubblicazione del bando, alla selezione e valutazione delle offerte, all'esecuzione del contratto. Per ogni fase, gli orientamenti includono consigli su come evitare gli errori, buone pratiche e link e modelli utili. Spiegano inoltre come sfruttare appieno le opportunità offerte dalle direttive rivedute sugli appalti pubblici del 2014, quali la riduzione della burocrazia e l'aumento delle procedure online per agevolare la partecipazione delle piccole imprese alle gare d'appalto pubbliche o l'introduzione di nuovi criteri nella decisione di aggiudicazione per scegliere le imprese socialmente responsabili e i prodotti innovativi e rispettosi dell'ambiente. Gli orientamenti si possono rivelare utili anche in ambiti diversi dai fondi UE.
Nel periodo di finanziamento 2014-2020, i Fondi strutturali e d'investimento europei (SIE) trasferiranno oltre 450 miliardi di euro all'economia reale dell'UE, metà dei quali investiti tramite appalti pubblici.
Un'infografica sugli orientamenti e maggiori informazioni sulle azioni della Commissione per aiutare gli Stati membri a migliorare le modalità di gestione e investimento dei fondi UE sono disponibili online.

Il futuro secondo la Commissione

Nell'incontro che si terrà il 23 febbraio prossimo a Bruxelles, i capi di Sato e di Governo dell'UE, per quanto in modo "informale", discuteranno di questioni istituzionali e di priorità politiche fondamentali per il futuro dell'UE dal 2020 in poi. 
La posta in gioco è alta e fremono i preparativi per l'incontro del 23. L'Agenda del Presidente Junker è fitta. Aperitivo con Emmanuel Macron, cena a Berlino con Angela Merkel, ammazzacaffè con il Presidente romeno Klaus Iohannis, cocktail con il premier portoghese Antonio Costa e  l'olandese Mark Rutte, "contatti" con l'italiano Paolo Gentiloni. 
L'inarrestabile Juncker si è incontrato anche con i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo con l'obiettivo di prepararli all'"importante contributo della Commissione europea" (pubblicato ieri) circa gli aspetti istituzionali che riguardano la proposta di bilancio pluriennale europeo che verrà presentata ufficialmente nel maggio prossimo.
Oltre che di bilancio, il 23 febbraio si tratterà:  delle elezioni che dal 2019 al 2024 impegneranno il Parlamento Europeo; di Commissione europea "più snella" e di accrescere i poteri del suo Presidente; di iniziative per rendere più efficace l'azione dell'UE; di azioni per favorire il collegamento tra i leader delle istituzioni dell'UE e i cittadini europei  e, soprattutto, del futuro di una delle politiche europee fondamentali, quella di Coesione, rivolta eliminare le disparità che, purtroppo, ancora esistono in Europa tra aree  e regioni più o meno ricche e sviluppate.
In un post di ieri questo blog ha commentato i possibili scenari, non di certo rosei, circa il futuro di questa Politica.  

Vai al Documento di riflessione del Comitato delle Regioni sul futuro delle finanze dell'UE

Vediamo cosa propone la Commissione europea in relazione agli altri ambiti in discussione:

  • Candidati capolista: 
Valorizzare l'esperienza del 2014 con i candidati capolista ("Spitzenkandidaten"). Le elezioni del 2014 hanno rafforzato le relazioni tra le tre istituzioni dell'UE e migliorato l'efficienza del loro operato, contribuendo alla definizione di un programma di lavoro comune per il mandato quinquennale. Ciò ha permesso alla Commissione Juncker di adottare un profilo maggiormente politico e di concentrarsi sugli ambiti in cui l'Unione può conseguire i risultati migliori, lasciando il resto agli Stati membri. La Commissione europea illustra le modalità per migliorare tale processo sulla base degli attuali trattati, rispettando al contempo l'equilibrio tra le istituzioni dell'UE e tra gli Stati membri. A titolo di esempio l'invito rivolto ai partiti politici affinché scelgano per tempo i candidati capolista, e comunque entro la fine del 2018 e avviino in tempi rapidi la campagna elettorale. In questo modo gli elettori avrebbero più tempo per identificarsi con i candidati e i rispettivi programmi politici. La Commissione raccomanda inoltre di rendere più visibile il collegamento tra i partiti nazionali e i partiti europei. I partiti politici a livello nazionale dovrebbero migliorare la trasparenza per quanto riguarda le loro relazioni con i partiti europei a cui sono affiliati, ad esempio utilizzandone il logo nella campagna e sulle schede elettorali. Essi dovrebbero inoltre adottare una posizione chiara sulle tematiche europee maggiormente rilevanti ed esprimere la loro intenzione di aderire ai gruppi politici del parlamento europeo, nonché la loro scelta per il presidente della Commissione europea.
  • Composizione del Parlamento europeo e della Commissione europea:
I leader nel Consiglio europeo devono decidere — sulla base di una proposta del Parlamento europeo — in merito alla composizione del Parlamento europeo per la legislatura 2019-2024, oltre che su cosa fare dei seggi lasciati liberi dal Regno unito. Un'opzione è quella di riservare un certo numero di seggi per una circoscrizione transnazionale. Benché in una recente risoluzione (del 7 febbraio) il Parlamento europeo si sia pronunciato contro la creazione di una circoscrizione transnazionale, ha tuttavia lasciato aperto uno spiraglio per future discussioni in tal senso. Un certo numero di Stati membri si è pronunciato di recente a favore di questa idea, mentre altri hanno espresso il loro disaccordo. Una circoscrizione transnazionale potrebbe rafforzare la dimensione europea delle elezioni, offrendo ai candidati la possibilità di rivolgersi a un numero maggiore di cittadini europei. D'altro canto i parlamentari rappresentano di norma gli elettori che li hanno votati, a livello locale o nazionale, e sono in stretto contatto con loro, sia per motivi di responsabilità sia per essere in grado di dare voce alle preoccupazioni di tali elettori. Benché la Commissione guardi con favore all'idea delle liste transnazionali, una loro introduzione nelle elezioni del 2019 richiederebbe una decisione all'unanimità del Consiglio, oltre che modifiche alle leggi elettorali dei 27 Stati membri nel corso del prossimo anno. Il collegio dei commissari è composto attualmente di 28 membri, uno per ciascuno Stato membro – conformemente alla decisione del Consiglio europeo del 22 maggio 2013. Prima di nominare la prossima Commissione, i leader devono decidere se mantenere il principio di un commissario per ciascuno Stato membro o se optare per una Commissione più snella. Un esecutivo più snello potrebbe essere in teoria più efficiente nel proprio operato, più facile da gestire e consentirebbe una più equilibrata ripartizione dei portafogli. Ma una Commissione ridimensionata significherebbe anche che alcuni Stati membri non sarebbero rappresentati al livello politico dell'istituzione e perderebbe il vantaggio di mantenere un canale di comunicazione diretto con i cittadini e le autorità nazionali. Un presidente della Commissione e del Consiglio con doppio mandato: cioè affidare a un'unica persona i due mandati di presidente del Consiglio europeo e della Commissione europea per rendere più efficiente la struttura dell'Unione. Pare che gli attuali trattati lo consentono in quanto un doppio mandato non comporta la fusione delle due istituzioni. Il presidente della Commissione europea è già membro del Consiglio europeo, nell'ambito del quale nessuno dei due presidenti ha diritto di voto; il loro ruolo è quello di consigliare, proporre idee frutto del lavoro dei loro servizi, mediare e individuare un terreno comune.
  • Dialoghi con i cittadini
La Commissione europea cita i numeri del corposo calendario di eventi gestito negli ultimi anni. Numerosi i dialoghi con i cittadini con la partecipazione di membri della Commissione, del Parlamento europeo, dei governi nazionali, delle autorità regionali e locali e dei rappresentanti della società civile. Dal 2012 si sono tenuti in 160 località quasi 500 di tali dibattiti pubblici interattivi e la Commissione ne aumenterà la frequenza tra oggi e le elezioni del maggio 2019, con l'obiettivo di organizzare circa altri 500 di questi eventi. La Commissione accoglie inoltre con favore le iniziative di singoli Stati membri che intendono organizzare a livello nazionale siffatti incontri con i cittadini sul futuro dell'Europa ed è pronta ad offrire il proprio sostegno laddove possibile, ad esempio collegando tale processo alla consultazione online sul futuro dell'Europa che potrebbe rimanere aperta fino al 9 maggio 2019. La Commissione condividerà con gli Stati membri i benefici della sua esperienza. P

Contesto

Le idee e le opzioni proposte oggi sono una conseguenza diretta della Relazione della Commissione europea (dell'8 maggio 2015) sulle elezioni del Parlamento europeo del 2014Cerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN••• nella quale aveva cercato di individuare le modalità per rafforzare ulteriormente la dimensione europea e la legittimità democratica del processo decisionale dell'UE e di analizzare più a fondo e affrontare il problema della bassa affluenza alle urne in alcuni Stati membri.
 
Per ulteriori informazioni

  • Opzioni per rendere più efficiente l'azione dell'UE
  • La composizione del Parlamento europeo e del Consiglio europeo — cosa aspettarsi nel 2019
  • La nascita degli "Spitzenkandidaten" e la campagna elettorale europea del 2014
  • Dialogo con i cittadini in vista delle elezioni europee
  • Nuove regole per rendere più trasparenti le elezioni europee del 2019
  • Un presidente con doppio mandato?
  • Visite di membri della Commissione a parlamenti nazionali e riunioni con i deputati dei parlamenti nazionali dall'inizio del mandato

mercoledì 14 febbraio 2018

Brexit, sicurezza, riarmo e crisi migratorie: a pagare saranno le regioni, non i governi

 
E' stata pubblicata oggi la COMUNICAZIONE sul futuro quadro finanziario dell'UE dal 2020 in poi. Si tratta della proposta che la Commissione europea presenterà all'incontro informale dei capi di Stato e di Governo che, il 23 febbraio prossimo, discuteranno un Bilancio da  tempi di crisi dove non sarà facile far quadrare i conti. Oltre al buco che lascerà la Brexit, stimato tra i 12 ed i 14 milioni di €, l'UE dovrà metter mano al borsellino per far fronte alle nuove partite quali la crisi migratoria e, soprattutto,  l'ambizioso ri-lancio della Politica estera e di sicurezza comune (1). Dalla proposta della Commissione europea pare che, fatti due conti, a pagare saranno principalmente le regioni d'Europa.
Anche per questo non si è fatta attendere la reazione del Comitato delle Regioni che, attraverso il Presidente Karl-Heinz Lambertz, rilancia la proposta di un aumento del contributo degli stati membri al bilancio dell'UE dall'1,1% all'1,3% del proprio PIL, invece di un taglio di fondi che comprometterebbe soprattutto la Politica di Coesione, la principale politica di investimento dell’Unione europea rivolta, attraverso soprattutto le nostre regioni e le città, a sostenere la creazione di posti di lavoro, la competitività tra imprese, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini europei.
Oltre alla reazione della massima Assemblea delle regioni europee, già espressa nel Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, in queste ore si susseguono in rete le reazioni dei sostenitori dell'Alleanza per la Coesione - di cui anche questo blog fa parte - il cui obiettivo fondamentale è, invece dei tagli, assicurare dopo il 2020 e a tutte le regioni dell'Unione una Politica di Coesione più forte, più efficace e visibile.  
Al contrario, le odierne proposte, a prescindere dallo scenario, pare impostino un approccio in cui la Politica di Coesione verrà in ogni caso sacrificata in nome di una presunta miglior efficenza ed efficacia piuttosto che rinvigorita da una riforma concreta che, tenendo conto dei successi, dei limiti e delle criticità delle scorse programmazioni, imposti un nuovo approccio adeguato ai tempi difficili ed all'innegabile periodo di crisi che, come tutti, anche l'UE sta attraversando.


(1) Si tratta del sistema europeo di Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) in materia di "difesa", a cui i paesi membri potranno aderire liberamente. Erede dell'insuccesso del progetto di "Comunità Europea di Difesa" (CED) voluto negli anni 50 soprattutto da Italia e Francia per creare un esercito europeo e un coordinamento dell'industria degli armamenti, evitando anche il riarmo della Germania, la PESCOpermetterebbe di superare le innumerevoli duplicazioni di spesa esistenti tra i 27 Stati membri, e di aumentare enormemente le nostre capacità di garantire sicurezza e difesa”. Con i risparmi assicurati dall'intervento europeo di "ottimizzazione" si finanzierà il Fondo Europeo per la Difesa, rivolto a sostenere le “capacità”, e garantire  “una base innovativa, competitiva ed equilibrata" per l'industria europea degli armamenti, oggi meglio noti come "equipaggiamenti di difesa". In materia di sviluppo delle "capacità" (cioè la ricerca e lo sviluppo tecnologico su nuovi "strumenti"), l'UE concede 90 milioni di EUR stanziati fino alla fine del 2019 e, dal 2020 in poi, 500 milioni di EUR all'anno. In materia di "Sviluppo e acquisizione" (cooperazione tra gli stati membri nell'acquisizione di tecnologie e materiali, ad asempio: la tecnologia dei droni, la comunicazione via satellite o l'acquisto in blocco elicotteri per ridurre i costi...), il cofinanziamento offerto dall'UE sarà di 500 milioni di EUR per il 2019 e il 2020 e di 1 miliardo di EUR l'anno dopo il 2020. Ovviamente, il programma incentiverà i finanziamenti nazionali con un effetto moltiplicatore atteso pari a 5 e potrebbe pertanto generare investimenti complessivi nello sviluppo di "capacità di difesa" pari a 5 miliardi di EUR l'anno dopo il 2020.

Sono oltre 1000 i sostenitori dell'Alleanza Europea per Coesione. Aderisci anche tu!

EuYou ha aderito sin dalle prime battue all'iniziativa #CohesionAlliance (Alleanza per La politica di coesione dell'UE), voluta dal Comitato delle Regioni per riunire tutti coloro che, in Europa, ritengono che tale Politica, che oggi assorbe un terzo del bilancio dell'UE, debba continuare ad essere uno dei pilastri sui cui poggia il futuro dell'Unione e - anche dopo il 2020 quando il bilancio dell'Ue dovrà fare i conti con i tagli provocati dalla Brexit - sia dotata di un bilancio adeguato, attraverso cui mettere a disposizione di tutte le regioni dell'Unione finanziamenti e programmi rivolti a ridurre le disparità regionali che ancora dividono l'UE in zone più ricche e più povere, creando posti di lavoro, aprendo nuove prospettive economico-imprenditoriali e affrontando le grandi sfide globali come i cambiamenti climatici ed i fenomeni migratori.  Attualmente, la #CohesionAlliance è il frutto di una collaborazione tra il Comitato europeo delle regioni, le più importanti associazioni europee di enti locali e regionali, cittadini, imprese, associazioni, ONG, scuole, università e organizzazioni culturali.

Aderisci

Clicca qui per leggere e firmare la dichiarazione di principi della #CohesionAlliance (indicando nome e cognome, il nome della tua organizzazione e un indirizzo e-mail di contatto).
Questi principi sono il risultato di un lavoro in partenariato tra le associazioni territoriali e il Comitato europeo delle regioni.
Privati cittadini, organizzazioni, esponenti politici: tutti sono invitati ad aderire!
Cliccando sul pulsante qui sotto puoi consultare anche importanti relazioni e documenti programmatici sul futuro della politica di coesione.