Dal 24 febbraio
prossimo decolla la nuova Rete Europea di centri regionali di informazione e
comunicazione per il periodo 2026–2030. Si tratta di
una "nuova generazione" dei centri denominati "EUROPE
DIRECT", rivolti a garantire la presenza concreta dell'UE nei nostri
territori e, in particolare, a favorire l'accesso diretto e gratuito alle
informazioni sull'UE, su cosa fa e cosa può fare per noi.
La nuova articolazione del sistema di centri
"Europe Direct" riguarda non soltanto le regioni ed i comuni ma anche
le imprese, le associazioni, i mezzi di comunicazione e,
soprattutto, la cittadinanza, con particolare riguardo ai giovani ed
anche attraverso le scuole e le università. In Italia la Rete
conta oggi 46 centri presenti in tutte le regioni, ciascuno con il
ruolo strategico di "ponte tra le istituzioni europee e i cittadini",
oltre che di strumento per promuovere l'informazione, il dialogo e la
partecipazione attiva alla vita democratica in tutta l'UE.
La nuova Rete -
presente in tutti gli Stati membri attraverso oltre 400 centri - in Italia é
sempre gestita e coordinata dalla Rappresentanza in Italia della
Commissione europea e conta oggi ben 10 nuovi
centri, oltre a un numero maggiore - rispetto
alla precedente generazione (2021-2025) - di "antenne locali",
in grado di servire anche le zone rurali e più remote.
In qualità di
"Rete al servizio della cittadinanza", la nuova generazione di Europe Direct
2026–2030 intende rafforzare ulteriormente il proprio ruolo di "presidio
territoriale della comunicazione europea", fondato sempre su un
servizio pubblico di informazione, assistenza e documentazione - gratuito,
chiaro e attendibile - in merito alle politiche, alle priorità, ai
programmi ed al Bilancio dell’Unione Europea a cui, è
opportuno ricordarlo, contribuiamo anche noi cittadini e cittadine.
I centri Europe
Direct organizzano e collaborano all'organizzazione di eventi
pubblici, dibattiti e incontri nei territori, nelle scuole e nelle
università, rivolti soprattutto a rafforzare la conoscenza dell’UE, a contrastare
la disinformazione ed a diffondere la conoscenza delle opportunità derivanti
dal sistema di sostengo finanziario europeo che, purtroppo, in talune
regioni non viene opportunamente utilizzato per il benessere comune ed il
miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro nei nostri territori.




