venerdì 24 maggio 2019

Conosci qualcuno?

Ieri tutti/e abbiamo ricordato con commozione il sacrificio di Giovanni Falcone. Come Paolo Borsellino non era un eroe ma uno come noi che ha fatto il proprio dovere, non solo come uomo di legge ma come cittadino. 

Cosa che dovremo fare tutti/e. 

Nel riflettere su un possibile contributo rivolto a tentare di scardinare per sempre la mentalità che ha reso necessario non solo quel sacrificio ma tanti altri, mi viene da pensare ad una frase apparentemente insignificante al riguardo:

 “Conosci qualcuno?”

“Conosci qualcuno al Comune?”. “Conosci qualcuno in Regione?”. “Conosci qualcuno all'Agenzia delle entrate?”, alle Poste? Ai Vigili Urbani? In Questura? In Tribunale? Al Pronto soccorso? All'Università? Giungendo sino alla Parrocchia, al Mercato Ittico o alla discoteca.....

Ma perchè devo conoscere qualcuno in questi o in altri posti? Che relazione c'è tra questo e il sacrifico di un Cittadino?

Io credo che le cose siano intimamente collegate da un filo sottile, quasi invisibile ma estremamente forte e resistente. Una lenza direi. Che partendo dall'innocente cittadino si intreccia e da volta in tutti i livelli della Società sino ad arrivare alla criminalità organizzata ed alla decadenza della politica. Un lenza tanto forte quanto estesa e visibile a pochi, onesti e/o ingenui cittadini e cittadine che poi, in fin dei conti, sono coloro che rischiano di restarne strangolati.*
Quella lenza ha diversi nomi a noi tutti ben noti. Si chiama “calcio in culo”, “spintarella”, “accozzo”, “favore”, “aiutino”, “buona parola”...In francese “piston”, in Spagnolo “enchufe”, in inglese “leg up”, in tedesco: “posten verschaffen”.

Non si tratta della Corruzione sanzionata dalla legge e di cui tanto si discute. Si tratta di quella che si inizia timidamente a definire “corruzione di bassa intensità”.

Si tratta di situazioni che marcano la vita quotidiana e con cui, prima o poi, ciascuno di noi ha a che fare, sia in quanto cittadino che come imprenditore, consumatore, utente, persona svantaggiata, etc...Vi abbiamo a che fare nel momento in cui, senza “conoscere qualcuno”, ci rivolgiamo soprattutto alla Pubblica Amministrazione, sia per richiedere un servizio (abbondantemente pagato con le tasse) che per far valere quello che dovrebbe essere un nostro diritto. E ci vediamo negare entrambi, o ci accorgiamo che l'ultimo arrivato è stato il primo ad essere servito!

Che fare allora?

Rinunciarci? Cercare nella propria rete di amicizie quella giusta? Continuare a pretendere quel diritto e se del caso denunciare, ben sapendo che il “sistema” di certo non ti favorisce ne ti sostiene? Rivolgerci ad altri "sistemi paralleli", come la mafia?

Qualunque sia la decisione che prendiamo dobbiamo essere consapevoli che in quel momento facciamo una scelta. Ed è attraverso quella scelta, e in quel preciso momento, che decidiamo da che parte stare:

se dalla parte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino o dalla parte dei suoi carnefici.


* "Così tutte le forme d’illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto. Avrebbero potuto dunque dirsi un animemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.".
Italo Calvino, "Apologo sull'onestà nel paese dei corrotti". Pubblicato su “La Repubblica” del 15 marzo 1980

sabato 18 maggio 2019

Un grande Europeo: Benedetto Croce

«I popoli d’Europa devono unirsi e dovranno unirsi»; «In ogni parte d’Europa si assiste al germinare di una nuova coscienza, di una nuova nazionalità»...

L’Europeismo era, per Croce, lo strumento per combattere i nazionalismi attraverso una risposta politica e spirituale che si rifaceva ai principi fondamentali della Civiltà.

Ma la sua militanza non si fermava alla parola e allo scritto. Quando nella Germania nazzista e nell' Italia fascista vennero avviate le leggi razziali, Benedetto Croce reagì in tutti i modi e, anche mettendo a rischio la propria incolumità, non solo la sua casa divenne un luogo di acoglienza e riparo per gli intelletuali ebrei ma si preoccupava di sostenere, come poteva, coloro che erano costretti a fuggire dall'Italia. Il suo impegno come intellettuale proseguì sino agli ultimi anni della sua vita che lo videro sostenere gli ideali federalisti di Altiero Spinelli. La prima edizione della sua Storia d’Europa andò subito esaurita e, fino al 1943, ne vennero pubblicate altre quattro edizioni raggiungendo le oltre 20.000 copie.

Diversi anni fa, la rivista Reset, in occasione del sessantennale dalla morte di Benedetto Croce, dedicò questo documentario al delicato rapporto tra il filosofo napoletano e l'Europa. Il documentario venne realizzato con la partecipazione di tre tra i più autorevoli interpreti del suo pensiero: Gaetano Calabrò, Giuseppe Galasso e Gennaro Sasso. 

Riconoscere l'attualità di Croce significa, nell'Europa di oggi, riaffermare i valori che sono alla base della nostra stessa Civiltà.

venerdì 17 maggio 2019

L'EUROPA SEI TU! LA PAROLA AI PROTAGONISTI. Ecco le prime tre interviste

Prosegue il nostro Programma  per capire cosa fa e come funziona l'Unione Europea.

Sentiamo chi lavora dentro e nell'ambiente delle istituzioni europee. Una serie di interviste sia a funzionari e dirigenti delle istituzioni che a tecnici e esperti che aiutano le nostre regioni e gli enti locali ad usare al meglio i fondi europei. Le loro esperienze sono utili anche per avvicinare i giovani a interessanti opportunità di lavoro!! 



 


 


Buon ascolto!

 

X SAPERNE D+

#politica, #unioneuropea, #cagliari, #europa, #radiobrada, #regionesardegna, #sardegna, #sergiodiana, #stavoltavoto, #stefaniamilia, #martinocossu, #antonioaresu, #euyouleuropachevogliamo

mercoledì 15 maggio 2019

L'EUROPA SEI TU! LA PAROLA AI PROTAGONISTI...


Su Radio Brada ecco una serie di trasmissioni per capire cosa fa e come funziona l'Unione Europea. Sentiamo chi lavora dentro e nell'ambiente delle istituzioni europee.

Varie interviste sia a funzionari e dirigenti delle istituzioni europee che a tecnici e esperti che aiutano le nostre regioni e gli enti locali ad usare al meglio i fondi europei. Le loro esperienze sono utili anche per avvicinare i giovani a interessanti opportunità di lavoro!!
Ospite della I Puntata: "Dalla Corte di Giustizia dell'UE alla Commissione Europea" è Antonio Aresu", Avvocato, Membro del Servizio Giuridico della Commissione Europea e già Referendario presso la Corte di Giustizia dell'UE. 

 

martedì 14 maggio 2019

Ancora su Radio Brada: Gli obiettivi e le politiche dell'UE

Sempre su #radiobrada cerco di illustrarvi in modo semplice, coinciso (circa 20 minuti!) e meno noioso possibile quali sono gli obiettivi e le politiche attuali della Unione Europea.

Si tratta di una serie di trasmissioni con cui Radio Brada partecipa alla Campagna del Parlamento Europeo: #stavoltavoto, rivolta a incentivare i cittadini e le cittadine europee ad andare a votare alle prossime elezioni europee del 26 maggio prossimo. 

Per saperne di più:

lunedì 13 maggio 2019

Le istituzioni dell'UE in pillole...


https://multimedia.europarl.europa.eu/it/at-home-with-the-european-institutions_V007-0007_ev

L'Unione europea è composta da varie istituzioni, comitati, agenzie, organi giudiziari e organismi vari, ciascuno con diversi ruoli e diversi gradi di importanza per quanto concerne sia il loro potere di intervento che le decisioni ed i pareri che sono in grado di esprimere:

È l'istituzione più importante ed è l'espressione a livello europeo degli interessi nazionali e, quindi, degli stati membri dell'UE. Il Consiglio non è eletto dai cittadini e dalle cittadine dell'UE ma sono gli Stati membri a designare i propri rappresenti in Consiglio, scelti fra i ministri del proprio governo nazionale. A differenza dei parlamentari europei, eletti direttamente dai cittadini, i ministri che partecipano al Consiglio sono sottoposti a mandato imperativo, ciò significa che il loro voto è vincolato alle decisioni prese nel governo di appartenenza da cui, ovviamente, non si possono discostare.
Il Consiglio:
adotta le leggi, per lo più congiuntamente al Parlamento europeo.
coordina le politiche economiche generali degli Stati membri.
definisce e implementa la politica estera e di sicurezza comune della UE, in base agli orientamenti generali stabiliti dal Consiglio europeo.
conclude, a nome dell’Unione, accordi internazionali tra la UE e uno o più Stati ovvero organizzazioni internazionali.
coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.
Il Consiglio, insieme al Parlamento europeo, approva il bilancio dell’Ue.
A seconda della questione all’ordine del giorno, ciascuno Stato membro sarà rappresentato dal ministro responsabile di quell’argomento (affari esteri, affari sociali, trasporti, agricoltura, ecc). Il Consiglio è unico, ma per ragioni di organizzazione dei lavori si riunisce, in funzione delle materie trattate, in diverse formazioni, cui partecipano i ministri degli Stati membri e i Commissari europei competenti per le materie interessate (ad esempio: Consiglio Agricoltura, Consiglio affari sociali, Consiglio Trasporti, etc...). In seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona sono state definite 10 formazioni. Le decisioni del Consiglio sono preparate da una struttura di più di 150 gruppi di lavoro e comitati composti da delegati degli Stati membri. Essi risolvono le questioni tecniche e trasmettono il fascicolo al Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER), composto dagli ambasciatori degli Stati membri presso l'Unione europea, il quale garantisce la coerenza dei lavori e risolve le questioni tecnico-politiche prima di trasmettere il fascicolo al Consiglio.
Il Consiglio è presieduto a turno da ciascuno Stato membro per un periodo di sei mesi in base ad un ordine prestabilito ad esclusione del Consiglio per gli Affari Esteri che è invece presieduto dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza europea.
A seconda dell'argomento discusso, il Consiglio dell'UE decide:
  • a maggioranza semplice (con il voto favorevole di 15 Stati membri)
  • a maggioranza qualificata (con il voto favorevole del 55% degli Stati membri, che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'UE)
  • all'unanimità (con la totalità dei voti a favore).


Da non confondere con il Consiglio d'Europa che è un'Organizzazione internazionale diversa dall'UE, con sede a Strasburgo e che conta oggi 47 stati membri, il Consiglio Europeodefinisce gli orientamenti politici generali dell’Ue e le sue priorità.Ne fanno parte i capi di stato e di governo degli stati membri dell'UEed è guidato da un presidente (attualmente il Polacco Tusk) ed è formato dai capi di Stato o di governo dei Paesi membri. Ne fanno parte anche il presidente della Commissione Ue e l’Alto rappresentante per gli Affari esteri. Il Consiglio ha sede a Bruxelles e rappresenta ilmomento di incontro politico più elevato tra i paesi dell’Unione. Solitamente si riunisce ogni tre mesi e viene presieduto dal presidente permanente. Quest’ultimo ha un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta.


è l'organo esecutivo avente tuttavia il potere di iniziativa legislativa che non spetta al Parlamento Europeo.Ha inoltre il compito di far applicare i Trattati e gli atti dell’Unione e di gestire il bilancio, le politiche ed i programmi dell’UE. Vuole essere un'organo:
  • indipendente dagli stati membri, ossia: i commissari sono nominati a titolo individuale e non rappresentano né gli stati di provenienza né formazioni politiche o gruppi di interesse.
  • collegiale: tutte le deliberazioni della Commissione sono riferibili alla Commissione europea nel suo complesso, al di là della materia trattata.
  • a tempo pieno: è prevista l’incompatibilità per i membri della Commissione con qualsiasi altra carica.
Partecipa al potere giudiziario potendo presentare ricorsi alla Corte di giustizia contro gli Stati membri e lo stesso Consiglio.
Come lavora la Commissione europea?        
  • In linea con gli indirizzi politici espressi dal Consiglio Europeo, la Commissione annuncia nei suoi programmi annuali l’intenzione di legiferare su una determinata materia (il Consiglio ed il Parlamento possono chiedere alla Commissione di dare avvio all’iniziativa legislativa) e successivamente emana una Comunicazione dove fornisce maggiori specificazioni sulle sue intenzioni.
  • La proposta viene valutata attraverso la convocazione di specifici comitati (che possono essere composti da scienziati, esperti della materia, rappresentanti dei principali interessi in gioco….) creati dalla stessa Commissione o anche attraverso forme di consultazione formale o informale degli Stati, del Comitato delle Regioni (CdR) e del Comitato Economico e Sociale (CESE) i cui pareri non sono però vincolanti.
  • In alcuni casi di particolare importanza viene redatto un "Libro Verde" nel quale si descrive la situazione da regolare con una nuova legislazione. Anche il Libro Verde è sottoposto ad una consultazione pubblica e viene inviato a PE, CESE e CdR, così come il "Libro Bianco, preparato dalla Commissione stessa dopo aver analizzato le risposte ottenute sul Libro verde.
  • Parallelamente la Commissione svolge l’analisi di impatto, uno studio che cerca di prevedere le possibili conseguenze della proposta sui cittadini europei
  • Infine la Commissione approva la proposta definitiva a maggioranza semplice
Il suo potere dopo il Trattato di Lisbonaè in parte ridimensionato non avendo più un potere proprio di formulare decisioni, raccomandazioni e pareri.


è composto dai rappresentati dei cittadini dell’Unione che possono eleggere i propri rappresentanti ed essere eletti. L'elettorato attivo e passivo a livello europeo è stato introdotto dal trattato di Maastricht nel 1993: ogni cittadino europeo residente in uno stato membro, anche diverso da quello di appartenenza, ha diritto ad eleggere i propri rappresentanti e ad essere eletto. Nel Parlamento europeo siedono 751 deputati in rappresentanza dei cittadini dei 28 Stati membri dell'Unione europea. La popolazione di ciascuno Stato membro determina il numero di deputati eletti per Paese. I deputati non sono raggruppati per nazionalità ma per affinità politica. La rappresentanza dei cittadini viene garantita in maniera proporzionale, secondo una formula volta ad avvantaggiare i paesi più piccoli e con un numero minore di abitanti. In particolare si è stabilito che la soglia minima sarà di 6 seggi mentre la massima di 96. (art. 14 TUE).
Con l’eventuale uscita dalla Ue, il Regno Unito lascerà agli altri paesi membri dell’Unione i propri 73 seggi al Parlamento Europeo. Alle elezioni del 2019 solo  27 seggi saranno ridistribuiti tra 14 stati membri dell’Unione. La parte restante sarà tenuta in serbo per i nuovi ingressi previsti, soprattutto dai paesi balcanici. Il numero dei deputati europei dovrebbe perciò scendere nel 2019 a 705, ma quello dell'Italia dovrebbe crescere da 73 a 76.
Il Parlamento europeo esercita:
- Il potere legislativo. La titolarità del potere legislativo è condiviso da Parlamento e Consiglio attraverso una procedura chiamata "procedura legislativa e ordinaria". Il potere di iniziativa legislativaspetta invece alla Commissione dietro indirizzo del Consiglio e, solo in minima parte, al Parlamento Europeo. Infatti, il PE può, a maggioranza dei suoi membri, proporre una nuova legislazione europea chiedendo alla Commissione di dare avvio all’iniziativa legislativa su un determinato argomento. Se la Commissione non presenta una proposta deve comunicarne le motivazioni al PE. In caso di disaccordo con la Commissione Europea il PE può emanare nei suoi confronti una Mozione di Censura.
- La funzione di bilancio. Il bilancio dell’UE non può essere adottato senza l’accordo tra Consiglio e Parlamento.
- Funzione di controllo sulle istituzioni: si esplica direttamente nel potere di elezione del Presidente della Commissione a maggioranza qualificata, tenuto conto degli esiti delle elezioni europee e nell’audizione dei commissari prima di votare la commissione nel suo insieme.E’ già successo che alcune proposte venissero ritirate dopo l’esito negativo di tali audizioni. Il PE interviene in oltre nella nomina della Corte dei Conti con un parere al consiglio espresso a seguito di audizioni.
- Il PE può inoltre costituire Commissioni d’inchiesta, nominare il Mediatore europeo, ricevere petizioni su materie di interesse europeo.
Il Calendario dei lavori parlamentari è molto stringente, è deciso un anno per l’altro ed è pubblico. Esso si riunisce in sessione plenaria una volta al mese a Strasburgo e una volta ogni due mesi con una sessione plenaria breve e Bruxelles. La sede dei lavori di Commissione e di Delegazione è a Bruxelles.
Il Parlamento, la sua organizzazione:
Presidente: eletto per un periodo rinnovabile di due anni e mezzo, pari a metà legislatura. Egli rappresenta il Parlamento all’esterno e nelle relazioni con le altre istituzioni comunitarie
Deputati: esercitano il loro mandato in maniera indipendente e sono raggruppati in funzione delle loro affinità politiche e non in base alla nazionalità. L’attività dei deputati europei si svolge a Bruxelles, a Strasburgo e nelle circoscrizioni elettorali. Dotati di poteri sempre più ampi, i deputati europei influiscono su tutti i settori della vita quotidiana del cittadino.
I gruppi politici:  I deputati si riuniscono in gruppi politici non in base alla loro nazionalità ma in funzione delle loro affinità politiche.
Le Commissioni parlamentari: per preparare il lavoro del Parlamento europeo in Aula, i deputati si suddividono in commissioni permanenti, ciascuna delle quali è specializzata in determinati settori. La gran parte del lavoro dei parlamentari avviene in questa sede: i deputati europei elaborano, modificano e votano proposte legislative e relazioni di iniziativa. Esaminano le proposte della Commissione e del Consiglio e, se del caso, redigono una relazione che sarà presentata in Aula.
Sottocommissioni, commissioni temporanee speciali che si occupano di argomenti specifici, commissioni d’inchiesta nell’ambito delle proprie competenze di controllo, possono essere istituite dal Parlamento per investigare eventuali casi di grave infrazione delle leggi europee.
Le Delegazionidel Parlamento europeo intrattengono rapporti con i parlamenti di paesi terzi, cioè che non sono membri dell’Unione europea. Contribuiscono in maniera significativa allo sviluppo del ruolo dell’Unione europea nel mondo. I parlamentari fanno parte dia delle Commissioni permanenti che di quelle speciali, oltre che delle Delegazioni.


Ha funzioni consultive rispetto alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo. Creato con il Trattato di Maastricht nel 1993, ha finalmente introdotto la dimensione regionale nel processo di costruzione europea, favorendo un minimo di integrazione degli interessi degli enti territoriali nel quadro dell'impianto UE.
Il CdR può:
Formulare pareri su richiesta di altre istituzioni e, in particolare:
    - Come consultazione obbligatoria
Il Consiglio e la Commissione sono tenuti a consultare il Comitato delle regioni prima di adottare decisioni in materia di:
  • istruzione, formazione professionale e gioventù (articolo 165 TFUE);
  • cultura (articolo 167 TFUE);
  • sanità pubblica (articolo 168 TFUE);
  • reti transeuropee di trasporti, telecomunicazioni ed energia (articolo 172 TFUE);
  • coesione economica e sociale (articoli 175, 177 e 178 TFUE).
    - Come consultazione facoltativa
Qualora lo ritengano opportuno, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento possono inoltre consultare il Comitato delle regioni su qualsiasi altra materia. Quando una delle tre istituzioni suddette consulta il Comitato delle regioni (a titolo obbligatorio o facoltativo), essa può fissare un termine per la risposta (non inferiore a un mese a norma dell'articolo 307 TFUE). Qualora il termine scada senza che sia stato emesso un parere, essa può procedere facendo a meno del parere.
Formulare pareri di propria iniziativa:
  • Quando viene consultato il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni ne è informato e, se ritiene che siano in gioco interessi regionali, può anch'esso esprimere un parere sull'argomento trattato.
  • In generale, il CdR può esprimere un parere ogniqualvolta lo ritenga utile. Per esempio il Comitato ha emesso pareri di propria iniziativa nei seguenti settori: piccole e medie imprese (PMI), reti transeuropee, turismo, fondi strutturali, sanità (lotta contro la droga), industria, sviluppo urbano, programmi di formazione, ambiente.
I membri del Comitato delle regioni sono nominati per un periodo di cinque anni, mentre il presidente e l’ufficio di presidenza sono eletti per due anni e mezzo.
Il numero dei seggi del Comitato delle regioni è limitato e non può essere superiore a 350. Inoltre, la ripartizione dei seggi per Stato membro deve essere oggetto di una decisione del Consiglio che delibera all’unanimità.
Per assicurare la salvaguardia delle sue prerogative, l’articolo 263 del trattato sul funzionamento dell’UE autorizza il Comitato arivolgersi alla Corte di Giustiziadell’UE attraverso due tipi di ricorso. Da un lato, essendo il Comitato uno dei garanti del Principio di Sussidiarietàin seno all’UE, questo può rivolgersi alla Corte per richiedere l’annullamento di un attoche non rispetta questo fondamentale Principio. Tale diritto di ricorso è comunque limitato agli atti per i quali è previsto l’obbligo di consultazione del Comitato. Anche in merito al rispetto di tale obbligo il CdR dispone dei mezzi giuridici necessari e, in particolare, della possibilità di ricorrere alla Corte di Giustizia.


Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha sede a Bruxelles ed è anch'esso un organo consultivo dell'Unione europea. «Il comitato è costituito da rappresentanti delle varie componenti di carattere economico e sociale della società civile organizzata, in particolare dei produttori, agricoltori, vettori, lavoratori, commercianti e artigiani, nonché delle libere professioni, dei consumatori e dell'interesse generale». Il numero di seggi del Comitato non può essere superiore a 350. Così come avviene per la ripartizione dei seggi del Parlamento, il Consiglio adotta all’unanimità una decisione che stabilisce le regole di composizione del Comitato.
Nell’ambito delle sue funzioni consultive il Comitato economico e sociale può formulare pareri su richiesta del Parlamento europeo.


E’ un organo indipendente e compie autonomamente indagini sulle denunce relative a casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni o di altri organi dell'UE. Le denunce possono essere presentate da cittadinio residentidei paesi dell'UE o da associazioni o aziende con sede nell'UE. Il Mediatore indaga sui diversi tipi di cattiva amministrazione, ad esempio:
  • comportamento sleale
  • discriminazione
  • abuso di potere
  • mancanza di informazioni o rifiuto di fornirle
  • ritardi ingiustificati
  • irregolarità amministrative.
Entro tre mesi dalla denuncia deve presentare un parere al Parlamento ed alla istituzione interessata, oltre che informare il denunciante dei risultati dell’indagine. E’ eletto dopo ogni elezione del PE e dura tutta la legislatura.

È stato istituito dal Trattato di Maastricht. Tale diritto si estende a tutte le materie di interesse dell’’UE. Il diritto può essere esercitato dai cittadini europei a titolo personale o collettivo. Una volta ricevuta la petizione il PE la trasmette al suo interno alla Commissione per le petizioni che ha il compito di valutare la pertinenza della richiesta. In caso positivo, la richiesta viene dichiarata ricevibile e si passa all’esame di merito e alla decisione da adottare. Della decisione vengono informati gli autori delle petizioni
Le sentenze della Corte di giustizia hanno nel corso degli anni contribuito a determinare la natura e la portata del diritto dell’Unione europea, prevenendo in alcuni casi modifiche sostanziali attuate in Trattati successivi. L’aumento considerevole dell’attività della corte ha richiesto la creazione nel 1988 del Tribunale di I grado, un organismo competente ad esaminare alcune categorie di ricorsi, fermo restando la possibilità di impugnazione di fronte alla Corte per motivi di diritto.
La Corte di giustizia dell’Unione europea (denominazione data dal trattato di Lisbona) assolve la funzione di assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati.
Possono adire alla Corte di giustizia dell’UE gli Stati membri, le istituzioni dell’Unione nonché le persone fisiche e giuridiche a determinate condizioni. Tutte le controversie nascono e sono risolte nell’ambito del diritto dell’Unione.
Composizione:La Corte è composta da un giudice per ogni stato e da 8 avvocati generali. Questi sono nominati di comune accordo dai governi degli stati membri fra personalità che siano giuristi di nota competenza e offrano garanzie di indipendenza.


Alla BCE viene riconosciuto lo status di istituzione dell’UE, allo stesso titolo del Consiglio europeo, del Parlamento, del Consiglio, della Commissione, della Corte di giustizia e della Corte dei conti. La BCE è l’unica istituzione dotata di personalità giuridica.
La Banca centrale europea è diretta da tre organi principali, nessuno dei quali viene eletto dai cittadini e dalle cittadine europee:
- il consiglio direttivo della BCE, che è composto dai membri del comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dei paesi della zona euro. Questo è il principale organo decisionale e guida la politica monetaria della zona euro;
- il comitato esecutivo, i cui sei membri sono nominati dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata al fine di limitare i rischi di blocco;
- il consiglio generale che riunisce i membri del comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali di tutti gli Stati membri.
Il trattato di Lisbona chiarisce inoltre i due compiti principali della BCE:
la BCE e le banche centrali degli Stati membri dell’UE costituiscono il Sistema europeo di banche centrali (SEBC). L’obiettivo principale del SEBC è mantenere la stabilità dei prezzi. Inoltre contribuisce alle politiche economiche generali dell’Unione;
la BCE e le banche centrali degli Stati membri la cui moneta è l’euro costituiscono l’Eurosistema, che a differenza del SEBC definisce e conduce la politica monetaria dell’Unione. Precedentemente il termine Eurosistema era utilizzato in modo informale dalla BCE mentre ora il trattato di Lisbona lo riconosce pienamente.
Il trattato di Lisbona riafferma infine l’indipendenza della BCE. Tale indipendenza è garantita dalla durata relativamente lunga del mandato dei membri del comitato esecutivo (otto anni) e dal divieto imposto alla BCE e alle banche centrali nazionali di accettare istruzioni da altre istituzioni dell’UE, dai governi degli Stati membri o da qualunque altro organo.

I compiti delle istituzioni europee vengono poi integrati dall'attività di una serie di Agenzieistituite dall'UE per svolgere compiti di natura tecnica e scientifica e contribuire all'attuazione delle politiche e all'adozione delle decisioni da parte delle istituzioni europee.Hanno sede in vari paesi dell'UE.
 

COS'E' ERASMUS+?

 

Erasmus Plus è il programma dell’Unione Europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport nel periodo 2014-2020Erasmus+ si inserisce in un contesto socio-economico che vede, da una parte, quasi 6 milioni di giovani europei disoccupati, con livelli che in alcuni paesi superano il 50%. Allo stesso tempo si registrano oltre 2 milioni di posti di lavoro vacanti e un terzo dei datori di lavoro segnala difficoltà ad assumere personale con le qualifiche richieste. Ciò dimostra il sussistere di importanti deficit di competenze in Europa.

Erasmus+ è pensato per dare risposte concrete a queste problematiche, attraverso opportunità di studio, formazione, di esperienze lavorative o di volontariato all’estero. La qualità e la pertinenza delle organizzazioni e dei sistemi europei d’istruzione, formazione e assistenza ai giovani saranno incrementate attraverso il sostegno al miglioramento dei metodi di insegnamento e apprendimento, a nuovi programmi e allo sviluppo professionale del personale docente e degli animatori giovanili, e attraverso una maggiore cooperazione tra il mondo dell’istruzione e della formazione e il mondo del lavoro per affrontare le reali necessità in termini di sviluppo del capitale umano e sociale, in Europa e altrove.
Il bilancio di 14,7 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 rappresenta un aumento del 40% rispetto alla programmazione precedente. Finanziamenti addizionali riguardano la mobilità nel campo dell’istruzione superiore e per la costituzione di capacità con il coinvolgimento di paesi terzi.
Erasmus+ promuove opportunità per:
  • studenti, tirocinanti, insegnanti e altro personale docente, scambi di giovani, animatori giovanili e volontari.
  • creare o migliorare partenariati tra istituzioni e organizzazioni nei settori dell’istruzione, della formazione e dei giovani e il mondo del lavoro
  • sostenere il dialogo e reperire una serie di informazioni concrete, necessarie per realizzare la riforma dei sistemi di istruzione, formazione e assistenza ai giovani
Per la prima volta il Programma concede finanziamenti non solo a università e istituti di formazione, ma anche a partenariati innovativi, le cosiddette “alleanze della conoscenza” e “alleanze delle abilità settoriali”, che costituiranno sinergie tra il mondo dell’istruzione e quello del lavoro consentendo agli istituti d’istruzione superiore, ai formatori e alle imprese di incentivare l’innovazione e lo spirito imprenditoriale nonché di elaborare nuovi programmi e qualifiche per colmare le lacune a livello delle abilità.
In ambito sportivo, il programma si concentra su progetti transnazionali volti a sostenere gli sport amatoriali e ad affrontare le sfide transfrontaliere quali  contratare le partite truccate, il doping, la violenza e il razzismo, nonché promuovere il buon governo, la parità di genere, l’inclusione sociale e l’attività fisica per tutti.