martedì 29 aprile 2014

NON VOTERO' ALLE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO. ECCO LA MIA PROTESTA SOLITARIA E SILENZIOSA

Le elezioni europee del 2014. Ci dicono che questa volta è diverso!
Ci raccontano che le elezioni europee del 25 maggio 2014 daranno agli europei la possibilità di influenzare le politiche future dell'Unione europea, eleggendo i 751 deputati al Parlamento europeo che rappresenteranno i loro interessi per i prossimi cinque anni. 
Sarebbe interessante conoscere dai sardi e dalle sarde come il Parlamento Europeo abbia tutelato sinora i loro interessi, attraverso la breve o del tutto anonima (ma comunque ben retribuita) presenza a Strasburgo di qualche "politico", spedito li da una legge elettorale truffaldina, studiata a tavolino dalle lobby partitiche nazionali e locali per fingere di rappresentare qualcuno.  
Finti euro-parlamentari eletti per cosa? Qualcun@ mi sa citare almeno una - dicesi una - azione che li ha visti protagonisti e che ha avuto in Sardegna un impatto importante per il nostro benessere ed il miglioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro? Non e' che, forse, quelle persone vanno li a rappresentare altri interessi e non di certo quelli del "Popolo Sardo"?

Come e quando si dovrebbe votare?
Ogni Stato membro ha le proprie leggi elettorali e ciascuno stabilisce le date in cui i cittadini andranno alle urne. Il periodo elettorale e' stabilito in quattro giorni tra il 22 e il 25 maggio 2014. Gli elettori italiani voteranno solo il 25 maggio - in tutta fretta e senza stare a perderci troppo tempo - per eleggere 73 deputati. Di questi 73 nemmeno uno espresso democraticamente in Sardegna.


In base a quali criteri?
A seguito dell'adesione della Croazia all'UE nel luglio 2013, i deputati al Parlamento europeo sono diventati 766, ma questo numero sarà ridotto a 751 nelle elezioni del 2014 e rimarrà tale in futuro. Questi deputati rappresenteranno oltre 500 milioni di cittadini di 28 Stati membri. I seggi sono ripartiti tra i vari Stati dai trattati dell'UE secondo il principio di "proporzionalità decrescente", in base al quale i paesi con una maggiore consistenza demografica dispongono di più seggi rispetto ai paesi meno popolosi, ma questi ultimi hanno più seggi di quanti sarebbero previsti applicando strettamente il principio di proporzionalità.
Cio' vale per tutti tranne che per la Sardegna, che e' e rimane la Regione meno rappresentata in Europa. Paesi membri dell'UE ma con una popolazione di gran lunga inferiore alla nostra sono degnamente rappresentati: Malta (416 mila abitanti), Lussemburgo (524 mila abitanti) e Cipro (900 mila abitanti) eleggono ciascuno 6 europarlamentari.

Perché queste elezioni dovrebbero essere diverse?
“In un momento in cui l'Unione cerca di superare la crisi economica e i leader europei riflettono su quale direzione prendere in futuro, queste sono, a oggi, le elezioni europee più importanti.” Diciamo pure che se la prendono comoda! Mezza Europa e' nella cacca e loro ancora li a "riflettere" sulla direzione da prendere!
Frugando tra le “novita'” introdotte dal Trattato di Lisbona, pare che gli europei abbiano in mano un nuovo grande potere! Ce lo illustra lo stesso PE in queste righe:
Una delle principali novità introdotte dal trattato consiste nel fatto che, quando gli Stati Membri dell'UE nomineranno il candidato a presidente della Commissione europea, che succederà a José Manuel Barroso nell'autunno 2014, per la prima volta dovranno tenere conto dei risultati delle elezioni europee. Il nuovo Parlamento dovrà poi, riprendendo le parole del trattato, "eleggere" il presidente della Commissione. Ciò significa che gli elettori avranno voce in capitolo su chi subentrerà alla guida dell'esecutivo dell'UE.” .Traducendo per chi non ci vede chiaro: un Presidente DESIGNATO dai governi degli stati membri (tra coloro che appartengono al partito europeo che ha vinto le elezioni, anche se finora sono stati pochissimi i casi in cui i vari partiti europei hanno indicato durante la campagna elettorale chi era il loro candidato per la presidenza della Commissione) con margini piuttosto significativi di discrezionalita' e con un livello di trasparenza piuttosto basso per non dire inesistente. 
La designazione fatta dai governi viene poi sottoposta al voto del Parlamento europeo, che ELEGGE o RESPINGE (cosa mai accaduta) il Presidente della Commissione.
Chiediamoci dove sia la grande novita' e, soprattutto: perche' il Presidente della Commissione Europea non viene eletto direttamente dai cittadini?

Cosa fa il Parlamento eletto dagli altri?
La nuova maggioranza politica che emergerà dalle elezioni del 2014 “contribuirà a formulare la legislazione europea per i prossimi cinque anni in settori che spaziano dal mercato unico alle libertà civili. Il Parlamento, unica istituzione europea eletta a suffragio diretto, è oggi uno dei cardini del sistema decisionale europeo e contribuisce all'elaborazione di quasi tutte le leggi dell'UE in parità con i governi nazionali”.
Significa che per altri 5 anni la nostra Isola sara' tagliata fuori dai processi decisionali che contano per il futuro nostro e dei nostri figli.
Se, grazie alla loro beneficienza e carita' di buon cuore, le lobby partitiche nazionali ci regaleranno uno straccio di euro-parlamentare, questo andra' a Strasburgo non di certo a tutelare gli interessi nostri e della nostra Terra ma quelli di chi l'ha mandato a Strasburgo.


Per questo il 25 maggio non votero'. Il 25 maggio, alle 12 in punto saro' a Bruxelles, davanti al Consiglio dei ministri dell'Unione Europea, a incrociare le braccia, manifestando in modo solitario, silenzioso e anonimo, tutto il mio disappunto.