domenica 18 maggio 2014

Non e' di certo mandando a Strasburgo indagati, cantanti e politici trombati che si risolvono i problemi della Sardegna.

Non e' di certo mandando a Strasburgo indagati, cantanti e politici trombati che si risolvono i problemi della Sardegna. Problemi in parte dovuti anche alla delegittimazione del nostro sistema non solo nei rapporti con il Governo Italiano ma anche con l'Unione Europea.
Poniamo che la Sardegna riesca, per assurdo, a mandare al Parlamento Europeo qualche decina di rappresentanti, tutti sardi, in gamba, giovani, belli e preparati.
Mettiamo anche, sempre lavorando di fantasia, che l'attuale Giunta decida di dotarsi di una squadra di giovani - sempre belli, in gamba e preparatissimi - da inquadrare presso l'ufficio della Regione a Bruxelles.
Stante la situazione attuale sono fermamente convinto che, malgrado le loro doti e la loro buona volonta', non saranno in grado di combinare mai nulla di buono per la nostra Isola e sarebbe come regalare “perle ai porci” o lo zafferano a “su molenti”.
Quei volenterosi e motivati giovani possono anche bombardarci, sia da Bruxelles che da Strasburgo, con elenchi quotidiani di infinite e succulente opportunuita', fonti di sostegno finanziario, programmi di aiuto....Che nulla cambiera' qui da noi.
Perche'?
Semplicemente perche' il sistema regionale non e' assolutamente organizzato per poter utilizzare quelle professionalita', quelle preziose doti politiche, quell'impegno e quell'energia che solo i giovani riescono a dare. 
In questa situazione tutto il loro lavoro verrebbe unicamente utilizzato dalle lobby dei partiti o dal politichetto di turno per farsi bello dinanzi ai suoi elettori.
Questo e' cio' accade oggi in Sardegna e questo e' cio' che continuera' ad accadere se ciascuno di noi non si impegna in prima persona per cambiare le cose.

La prima cosa da fare e': EVITARE ACURATAMENTE DI LEGITTIMARE IL SISTEMA CHE CI VIENE IMPOSTO.
Cio' e' possibile unicamente dando un segnale FORTE e DECISO a quella gente: NON ANDANDO A VOTARE IL 25 DI MAGGIO.
La seconda cosa da fare e' quella di ORGANIZZARCI.
L'Europa non e' uno scherzo!
Se e' vero che oltre il 90% della legislazione che applichiamo proviene dall'UE non possiamo continuare a lasciare tutto nelle mani di quella gente. LA CRISI SONO LORO!!
Dobbiamo comprendere che certe cose che si discutono e decidono a Bruxelles DEVONO essere discusse e analizzate nel nostro Consiglio regionale e nei nostri consigli comunali, con il coinvolgimento dei cittadini, delle imprese e delle associazioni, cosi come si fa per la legislazione nazionale e regionale. Dobbiamo dire la nostra su tutto cio' che, direttamente o indirettamente, e' in grado di avere ripercussioni sul nostro benessere e sul futuro nostro e dei nostri figli, piantandola di accettare per buono tutto cio' che proviene dall'UE.
NON E' LA SARDEGNA CHE DEVE ENTRARE IN EUROPA (qualcuno si dimentica che siamo tra i membri fondatori dell'UE!)! E' L'EUROPA CHE DEVE ENTRARE IN SARDEGNA!!!
Ovviamente a quella gente queste cose non piacciono! Hanno l'interesse a mantenerci lontano dalla “loro” politica. Loro vogliono il monopolio della conoscenza, a Roma, a Cagliari come a Strasburgo e a Bruxelles. Meno noi ficchiamo il naso in quelle “questioni alquanto complesse” e meglio e'. E' cosi' che possono continuare a farsi i cazzi loro!
Per loro l'Europa e' una manna dal cielo. Nessuno ci capisce nulla (tantomeno loro) e, dunque, hanno gioco facile ad utilizzarla per i loro scopi. Bastano due slogan ben azzeccati e il gioco e' fatto!
Cosi' non funziona.
FERMIAMOLI!!