mercoledì 3 maggio 2017

La Commissione presenta il pilastro europeo dei diritti sociali

Il pilastro stabilisce 20 principi e diritti fondamentali per sostenere il buon funzionamento e l'equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. Nelle intenzioni, esso è destinato a servire da bussola per un nuovo processo di convergenza verso migliori condizioni di vita e di lavoro in Europa. Il pilastro è concepito principalmente per la zona euro ma è applicabile a tutti gli Stati membri dell'UE che desiderino aderirvi. I principi e diritti sanciti dal pilastro sono articolati in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione e inclusione sociali. Essi pongono l'accento sulle modalità per affrontare i nuovi sviluppi nel mondo del lavoro e nella società al fine di realizzare la promessa, contenuta nei trattati, di un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale.

Il pilastro è stato preparato dalla Commissione in stretta consultazione con soggetti interessati a tutti i livelli. Esso ribadisce alcuni diritti già presenti nell'acquis dell'UE e nelle normative internazionali, integrandoli in modo da tener conto delle nuove realtà. Assicurare il rispetto dei principi e dei diritti definiti nel pilastro europeo dei diritti sociali è responsabilità congiunta degli Stati membri, delle istituzioni dell'UE, delle parti sociali e di altri soggetti interessati. Le istituzioni europee aiuteranno a definire il quadro e preparare la strada per l'attuazione del pilastro, nel rispetto delle competenze e delle tradizioni di dialogo sociale degli Stati membri. Saranno necessarie ulteriori iniziative legislative affinché alcuni principi e diritti compresi nel pilastro divengano effettivi. Ove necessario, la legislazione dell'UE vigente sarà aggiornata, integrata e applicata più efficacemente.
Fin da oggi la Commissione affianca al pilastro europeo dei diritti sociali una serie di ulteriori iniziative legislative e non legislative concrete, concernenti ad esempio l'equilibrio tra attività professionale e vita privata di genitori e prestatori di assistenza, l'informazione dei lavoratori, l'accesso alla protezione sociale e l'orario di lavoro. Esse illustrano sia la natura delle questioni interessate dal pilastro sia le modalità di realizzazione dei suoi principi e diritti.
Viene inoltre istituito un quadro di valutazione della situazione sociale che misurerà le tendenze e le prestazioni degli Stati membri in 12 aree e valuterà i progressi compiuti in direzione di una "tripla A" sociale in tutta l'UE. I risultati confluiranno nel semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche.
La realizzazione dei principi e dei diritti del pilastro è un processo dinamico. Il pilastro ispirerà le attività condotte nel contesto del semestre europeo e nell'ottica del completamento dell'Unione economica e monetaria, in linea con la relazione dei cinque presidenti. In particolare, esso dovrebbe rilanciare il processo di convergenza all'interno dell'UEM e alcuni dei principi e dei diritti potrebbero fungere da guida per la definizione di standard più vincolanti per la zona euro. Ulteriori iniziative legislative e non legislative potrebbero seguire in futuro, nell'ambito dei programmi di lavoro annuali della Commissione. I fondi europei, in particolare il Fondo sociale europeo, assicureranno inoltre sostegno finanziario per l'attuazione di molti aspetti fondamentali del pilastro.
Prossime tappe
Il pilastro è presentato oggi in due forme giuridiche di identico contenuto: una raccomandazione della Commissione, che ha efficacia a partire da oggi, e una proposta di proclamazione congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione. Su tali basi la Commissione avvierà le discussioni con il Parlamento europeo e il Consiglio per assicurare al pilastro un ampio sostegno politico e l'approvazione ad alto livello.
Contesto
L'UE, che è la parte del mondo in cui i sistemi di protezione sociale sono più avanzati e dove le migliori pratiche e le innovazioni sociali sono numerosissime, deve far fronte e adeguarsi a sfide sociali senza precedenti. Sebbene le condizioni economiche e sociali in Europa siano migliorate e l'occupazione abbia raggiunto livelli elevati mai toccati prima, gli strascichi della crisi dell'ultimo decennio sono ancora ampi, e vanno dalla disoccupazione giovanile e di lunga durata al rischio di povertà in molte parti d'Europa. Al contempo, il mondo del lavoro e le nostre società sono in rapida evoluzione: nuove opportunità e nuove sfide emergono dalla globalizzazione, dalla rivoluzione digitale, dal mutamento dell'organizzazione del lavoro e dagli sviluppi sociali e demografici. Le autorità pubbliche a tutti i livelli, le parti sociali e la società civile condividono la responsabilità, oltre che l'interesse, di lavorare insieme per un'Europa più prospera e pronta per il futuro, nella quale sviluppi economici e sociali vadano di pari passo.
La Commissione ha collaborato attivamente con gli Stati membri, le altre istituzioni dell'UE, le parti sociali, la società civile e i cittadini per definire i contenuti e il ruolo del pilastro. A marzo 2016 la Commissione ha presentato una prima stesura del pilastro europeo dei diritti sociali e varato un'ampia consultazione pubblica, che si è conclusa a gennaio 2017 con una conferenza ad alto livello.
Sulla base dei contributi ricevuti durante la consultazione, la Commissione presenta ora la sua proposta di pilastro europeo dei diritti sociali, inteso a garantire nuovi e più efficaci diritti ai cittadini. Il pilastro trae diretta ispirazione dall'esistente ricchezza di buone pratiche in Europa e si basa sul forte corpus giuridico esistente a livello internazionale e dell'UE.
Per ulteriori informazioni

Jean-Claude Juncker su Facebook e Twitter
Valdis Dombrovskis su Facebook e Twitter
Marianne Thyssen su Facebook e Twitter, #SocialRights

Nessun commento: