In occasione della "Giornata europea delle lingue e della Giornata internazionale della traduzione 2026" la Commissione europea organizza un evento speciale sul tema "Lingue unite!".
In sintesi, si tenterà di rispondere a queste domande:
come possiamo garantire che la diversità linguistica diventi un punto di forza piuttosto che un ostacolo?
Cosa possono fare gli insegnanti per sostenere gli studenti multilingue?
In che modo l'interpretazione, la traduzione e una comunicazione chiara contribuiscono a garantire che chiunque possa essere pienamente coinvolto?
Per tentare di rispondere a queste domande durante la Giornata, dalle 12:00 alle 13:15, si terrà (online) la Tavola rotonda: "Le lingue si uniscono - come le lingue modellano l'inclusione".
Unisciti a noi per una tavola rotonda stimolante per esplorare come le lingue promuovono l'inclusione lungo tutto l'arco della vita, dalla classe alla partecipazione democratica e all'accesso ai servizi pubblici.
Esplora l'area espositiva virtuale (aperta dal 25 settembre al 2 ottobre) con il tuo avatar e scopri i diversi modi in cui la Commissione europea sostiene il multilinguismo, l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica.
Al riguardo, per curiosità ci siamo poste la seguente domanda: Premesso che l'UE ha 24 lingue ufficiali: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, neerlandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, tedesco, svedese e ungherese), nonostante abbiano tutte "pari dignità", perché la lingua di lavoro delle istituzioni europee continua ad essere l'inglese?
Abbiamo chiesto all'Intelligenza Artificiale ed ecco la risposta:
L’inglese resta lingua ufficiale dell’UE perché è ancora elencato nel Regolamento n. 1/1958 e perché Irlanda e Malta lo riconoscono come loro lingua ufficiale, impedendo qualsiasi rimozione senza il voto unanime del Consiglio dell'UE .
Ecco perché non è stato eliminato dopo la Brexit:
Regolamento n. 1/1958: stabilisce le lingue ufficiali dell’UE. L’inglese vi è incluso e può essere rimosso solo con decisione unanime del Consiglio.
Veto di Irlanda e Malta: anche dopo l’uscita del Regno Unito, l’inglese rimane lingua ufficiale di Irlanda e Malta, quindi questi Stati non approverebbero la sua eliminazione.
Impossibilità pratica di rimozione: la rimozione richiederebbe l’unanimità, ma l’Irlanda ha già dichiarato che non sosterrà alcun cambiamento che elimini l’inglese.
Ma perché l’inglese continua a essere usato come lingua di lavoro?
Ø È la lingua straniera più studiata e conosciuta nell’UE: oltre il 95% degli studenti europei la studia a scuola.
Ø È la lingua franca più diffusa nelle istituzioni, nella comunicazione interna e nei documenti tecnici.
Aspetti giuridici rilevanti
Ø Ogni Stato membro può notificare una lingua ufficiale all’UE. Il Regno Unito aveva notificato l’inglese, ma la sua rimozione non è automatica con la Brexit.
Ø Interpretazioni giuridiche divergenti del Regolamento n. 1 (versioni linguistiche diverse) hanno alimentato il dibattito, ma la prassi e la volontà politica mantengono l’inglese nel sistema.
Conclusione: L’inglese rimane lingua ufficiale e di lavoro dell’UE per ragioni giuridiche, politiche (veto di Irlanda e Malta) e pratiche (uso dominante nelle istituzioni e nella popolazione europea).
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