venerdì 5 giugno 2026

Fondi europei alle regioni..."Ma dove sono finiti tutti quei soldi"?

Recentemente mi è capitato di leggere, su vari "social" e quotidiani, diversi e interessanti post  in merito alla situazione in Italia circa l'uso dei - fondamentali - fondi europei nel quadro della Politica europea di Coesione Economica, Sociale e Territoriale: l'ambito di intervento dell'UE che, assorbendo una bella fetta del suo bilancio (a cui contribuiamo anche noi cittadini e cittadine) dovrebbe essere rivolto ad eliminare le differenze che ancora esistono in Europa tra aree più ricche e più povere; tra regioni più sviluppate e quelle cosiddette in ritardo di sviluppo
Al riguardo, considerata la situazione attuale ed i dati a disposizione, non riesco a trattenermi dal pubblicare la mia spassionata opinione!

Si tratta di un ambito in cui faccio il "lavoro sporco" (quello che viene svolto direttamente nei territori e non da dietro una scrivania) da oltre 30 anni (cioè dal periodo 1994-99) e, onestamente, posso dire di essere un tantino stufo di come si "trascinano le cose", sin dalla prima programmazione e, soprattutto, in talune regioni italiane tradizionalmente "in ritardo". Oltre alle classiche "carenze" nella spesa dei fondi, si tratta anche dei - ben noti ai tecnici - problemucci in relazione ai risultati ed all'impatto concreto nei territori. 

Tutti elementi percepiti quotidianamente da noi cittadini e cittadine che, guardandoci intorno, ci poniamo la fatidica domanda: "...ma dove sono finiti tutti quei soldi?".

Come solitamente accade quando si avvicina il termine del periodo di programmazione (e inizia l'affanno per il mitico "N+..."*), ecco il momento delle analisi, delle complesse elaborazioni tecniche - condite con preziosi suggerimenti finanziariostrutturalprogrammatici – ed ecco i classici, imperdibili, forum tra noi “addetti ai lavori” che - perdonate la franchezza - ce la cantiamo e ce la suoniamo.

Tirate le somme e per farla breve, mi preme evidenziare il fatto che sia le istituzioni e gli enti nazionali, regionali e locali coinvolti, che tutti - proprio tutti - noi che a vario titolo operiamo nel settore: siamo di fronte ad un'EMERGENZA gravissima. 

Incrociando questa triste situazione con ciò che ci attende nel prossimo futuro, emerge solo un dato che non riesco a riassumere con un termine tecnico ma - perdonate la volgare sincerità - unicamente con un semplice emoticon: siamo nella 💩

In estrema sintesi: siamo tutti/e ugualmente responsabili per le gravissime conseguenze che deriveranno sia dalla mancanza di una serena e condivisa valutazione della situazione, che di un seria, concreta e aperta azione di coordinamento.

Ciò nonostante, infine e comunque, nell'immaginario collettivo: la colpa è dell'UE!


Qui è possibile verificare la situazione in merito ai fondi spesi sinora nella tua Regione.


*La regola "N+2" o “N+3” stabilisce che i fondi assegnati alle nostre regioni che non vengono certificati alla Commissione Europea entro due o tre anni dalla fine del ciclo di programmazione sono soggetti a disimpegno automatico, ovvero tornano al bilancio dell'UE...In brutale sintesi: Persi!

 

#fondiUE, #politicadicoesione, #cohesionpolicy, #programmazioneUE, #CapacitaAmministrativa

 


mercoledì 27 maggio 2026

Attuazione del Green Deal europeo: ecco il Manuale per gli enti regionali e locali

Il Manuale è frutto del lavoro svolto dal Comitato Europeo delle Regioni nel quadro dell'iniziativa "Green Deal Going Local", rivolta a sostenere l'attuazione del Green Deal a livello locale e regionale. Nell'ambito di tale iniziativa, è stato creato un portale web che fornisce una panoramica aggiornata degli sviluppi politici di particolare rilevanza per gli enti locali e regionali. Il Green Deal europeo (EGD) è parte integrante della strategia della Commissione europea per l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Il Manuale copre un'ampia gamma di settori quali, ad esempio:

  • la neutralità climatica
  • la transizione energetica
  • la transizione verso un'economia circolare
  • la strategia "zero inquinamento"
  • la strategia "dal produttore al consumatore"
  • i trasporti sostenibili.

Scarica QUI il tuo Manuale

Previsioni economiche di Primavera della Commissione Europea

Ecco cosa ci aspetta... Prepariamoci!

Prima della fine del febbraio 2026  l'economia dell'UE sembrava destinata a espandersi a un ritmo moderato, accompagnata da un ulteriore calo dell'inflazione. Oggi, i conflitti, la crisi in Medio Oriente e gli shock energetici rigonfiano l'inflazione, “scuotono il sentimento economico" e fanno perdere slancio all'attività economica. 

lunedì 11 maggio 2026

SPOPOLAMENTO: ecco l'ennesima "strategia"...

Ormai lo sanno bene anche le capre: in un futuro non lontano ci saranno solo grandi città: serbatoi di voraci-consumatori, facilmente controllabili, condizionabili e adattabili. I pochi piccoli villaggi che sopravviveranno saranno una sorta di zoo, dove gli scolaretti e le scolarette verranno portati in gita a esplorare come sopravvivevano i trisnonni ed a vedere con i propri occhietti come sono fatti i veri polli, che hanno sempre visto soltanto nel supermarket, spennati, avvolti nel cellofan e riconoscibili grazie a un codice a barre.

Ciononostante da molti anni si susseguono le "strategie", i "piani", i "programmi" e le "iniziative" rivolte a "contrastare il fenomeno" dello spopolamento, attualmente anche con la complicità delle nuove tecnologie alla moda, basate su "innovazione", "digitale" e... L'immancabile, mitica, "resilienza" che, in questo caso è, ovviamente, "locale".

Al via il concorso che premia il turismo sostenibile...

 


INSTAGRAM E FACEBOOK TUTELANO ADEGUATAMENTE I MINORI DI 13 ANNI?

 Sembra di no! La Commissione Europea ritiene “in via preliminare” che Meta abbia violato la normativa sui servizi digitali proprio per il fatto di non aver impedito ai minori di 13 anni di utilizzare 2 social network: Instagram e Facebook.

Il Comitato delle regioni e la Commissione europea presentano un piano d'azione sul ruolo delle città e delle regioni nella ricerca e nell'innovazione

La Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni hanno firmato un nuovo piano d'azione comune per rafforzare la dimensione regionale e locale delle politiche e delle iniziative dell'UE in materia di Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Innovazione.  Il piano d'azione congiunto sosterrà inoltre l'attuazione delle azioni chiave della Commissione a livello locale e regionale e faciliterà lo scambio di competenze e dati tra le due istituzioni.

Il piano d'azione definisce quattro priorità concrete per promuovere l'innovazione, la sostenibilità e la competitività negli enti locali minori e nelle regioni europee: